TRIBUTI SPECIALI

XVI EDIZIONE

Omaggio al centenario dalla scomparsa di Giovanni Pascoli

Vivere Pascoli “All’osteria dell’anima”

Commedia musicale scritta e diretta da Giorgio Biavati con Giorgio Biavati e Gloria Fuzzi Pascoli

XV EDIZIONE

Omaggio a Claudio Morabito (operatore di macchina)

Mostra di pittura

Claudio Morabito è stato un operatore alla macchina di importanti e numerosi film italiani ed esteri. Nato a Tortoreto (TE) nel 1941, dopo gli studi superiori, si appassiona alla fotografia e frequenta al “CIAC” il corso per operatori cinematografici con ottimi risultati superando così il triennio.

La sua carriera ha inizio quale volontario nella produzione del film I due gladiatori come aiuto assistente operatore negli stabilimenti De Paolis nel 1964. Superato il volontariato, partecipa a circa 25 film come assistente operatore. Apprezzato per la sua professionalità, inizia ad essere richiesto dalle produzioni e dai registi più importanti quale operatore di macchina.

Nella sua vita cinematografica ha partecipato ad oltre 130 film tra i più importanti della sue epoca con registi quali Carlo Lizzani per Fontamara, Giuliano Montaldo per Tempo di uccidere, Dino Risi per Tolgo il disturbo, Pasquale Festa Campanile per Il Ladrone, Giuseppe Tornatore per Stanno tutti bene, Giuseppe Patroni Griffi per La gabbia, Paolo Cavara per Fregoli, Lucio Fulci per Operazione San Pietro, Luciano Salce per Mark Twin, Ken Annakin per Gengis Kan, David Hemings per Codice rebecca, Gabriele Lavia per Sensi. Con alcuni registi quali Sergio Martino, Umberto Lenzi, Josè Maria Sanchez (suo regista preferito, purtroppo scomparso prematuramente), Fernando Di Leo, Massimo Tarantini, Nando Cicero ha realizzato circa 50 film.

La sua passione per la fotografia lo ha indotto a sperimentarsi nella Direzione della fotografia in circa 15 pellicole, ma il suo vero amore era di stare con l’occhio alla macchina da presa.

XIV EDIZIONE

Omaggio a Tina Modotti

Falce e martello
Falce e martello

 

Dopo la riscoperta, seguita ad anni di oblio, molte sono state le celebrazioni in tutta Italia (sua terra d’origine) della straordinaria figura di Tina Modotti. Anche l’Associazione Teramo Nostra ha voluto omaggiarla dedicandole una serata della XIV edizione del Premio “Di Venanzo”.

Tina Modotti con le sue foto
Tina Modotti con le sue foto

Assunta Adelaide Luigia Modotti, detta Tina, nacque nel 1896  a Udine da famiglia operaia aderente al socialismo della fine Ottocento.

Nel 1913 emigrò, insieme alla famiglia, in America dove lavorò in una fabbrica tessile e si dedicò al teatro amatoriale.

Nel 1918 si sposò con il pittore Roubaix "Robo" de l'Abrie Richey. I due si trasferirono a Los Angeles per inseguire la carriera nell'industria del cinema. L'esordio della Modotti è nel 1920, con il film The Tiger's Coat, per il quale venne acclamata anche per il suo "fascino esotico". Grazie al marito conobbe il fotografo Edward Weston diventando la sua modella preferita e, successivamente, la sua amante.

Nel 1923, dopo la morte del marito Robo ritornò con Weston nella capitale messicana.

Tina Modotti
Tina Modotti

In pochi anni Tina percorse un'esperienza artistica folgorante: dopo le prime attenzioni per la natura spostò l'obiettivo verso forme più dinamiche, quindi utilizzò il mezzo fotografico come strumento di indagine e denuncia sociale, e le sue opere, comunque realizzate con equilibrio estetico, assunsero di frequente valenza ideologica: esaltazione dei simboli del lavoro, del popolo e del suo riscatto (mani di operai, manifestazioni politiche e sindacali, falce e martello).

Nel dicembre del 1929 una sua mostra venne pubblicizzata come "La prima mostra fotografica rivoluzionaria in Messico": fu l'apice della sua carriera di fotografa. All'incirca un anno dopo fu costretta a lasciare la macchina fotografica dopo l'espulsione dal Messico e, a parte poche eccezioni, non scattò più fotografie nei dodici anni che le rimanevano da vivere.

Allestì la sua ultima esposizione a Mosca, dove era arrivata nel 1930. Nella capitale sovietica lavorò come traduttrice e lettrice della stampa estera, scrisse opuscoli politici, ottenne la cittadinanza e divenne membro del partito. Fino al 1935 visse fra Mosca, Varsavia, Vienna, Madrid e Parigi, per attività di soccorso ai perseguitati politici.

Nel 1936, quando scoppiò le guerra civile spagnola, si trovava a Madrid assieme a Vittorio Vidali, suo compagno da anni. Qui, la sua militanza politica comunista la portò ad operare a difesa della Repubblica. Durante tre anni di guerra, lavorò negli ospedali e nei collegamenti, stringendo amicizia con altre combattenti e dedicandosi ad attività di politica e cultura.

Tina Modotti morì il 5 gennaio 1942 a Città del Messico, dove si trova la sua tomba.