Il Presidente di Giuria

Stefano Masi

Giornalista e cineasta napoletano, ha pubblicato una trentina di volumi di saggistica cinematografica, alcuni dei quali editi anche in Francia, Germania, Stati Uniti. Ha diretto documentari e corti, presentati e premiati in festival internazionali, vincendo il Grand Prix al festival di Kobe con Hotel delle Ombre. Per la tv ha scritto soap (Un posto al sole, Cuori Rubati) e serie poliziesche (La squadra); per il cinema il film Matilda. Già collaboratore dei maggiori festival italiani (Venezia, Taormina, Pesaro) e di grandi istituzioni, dalla Fondazione Agnelli all’Enciclopedia Treccani, si occupa di cinema per la rete Rai News 24. E’ autore del Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, che corona un impegno nato quasi trent’anni fa e va a colmare un vulnus nel mondo della cinematografia.

Membri di Giuria

Vittorio Giacci

Critico cinematografico e studioso di comunicazione e mass media, è stato direttore generale dell'Ente Gestione Cinema e poi di Cinecittà Internationale subcommissario al centro Sperimentale di Cinematografia. Ha codiretto il festival di Rimini, ed è responsabile della sezione “Memoria e restauro” del Roma Film Festival e direttore artistico del BAFF (Busto Arsizio Film Festival). Recentemente ha assunto la direzione della ACT Multimedia – Accademia del Cinema e della Televisione. Autore, scrittore, manager e giornalista, tra le sue opere spiccano il documentario La vita di Francois Truffaut nonché i numerosi studi sul cinema tra i quali: Via col tempo: l'immagine del restauro (1994); Francois Truffaut: le corrispondenze segrete, le affinità dichiarate (1995); Francesco Giullare di Dio di Roberto Rossellini: un capolavoro adottato (1997); L'Avventura ovvero l'isola che c'è (2000); Otello Fava: divi, maschere e belletti (2004); Mater Dei: storia e rinascita del primo film italiano a colori (2005); Francesco Rosi: i mosaici della ragione (2006); Immagine immaginaria: analisi e interpretazione del segno filmico (2006).

Franco Mariotti

Direttore di numerose rassegne e festival cinematografici come Primo Piano sull’Autore, manifestazione che si svolge ad Assisi e giunta alla XXVII edizione, e spesso definito come l’”uomo” di Cinecittà e gran cerimoniere della Mostra del Cinema di Venezia.

Alessio Gelsini

Direttore della fotografia italiano. Segue le matrici del «nuovo cinema italiano», tra neo-neorealismo di denuncia (Ultrà, 1991, e Vite strozzate, 1996, di R. Tognazzi) e provincialismo corale in chiave nostalgica (Il grande Blek, 1987, di G. Piccioni) e non (Jack Frusciante è uscito dal gruppo, 1996, di E. Negroni). La scorta (1993) resta, per asciuttezza, la sua prova migliore nella sua collaborazione con R. Tognazzi, ma è nei canoni dell’unità spaziale di La stazione (1990) di S. Rubini e La scuola (1995) di D. Luchetti che esprime un rigore fotografico di estrema espressività, mentre elabora un’efficace ambientazione anni ’30 per l’esordiente A. D’Alatri (Americano rosso, 1991) e una fredda Milano notturna ancora per Rubini (La bionda, 1992).

Maurizio Zaccaro

Regista e sceneggiatore italiano. Dopo alcune esperienze con Bruno Bozzetto, realizza molti cortometraggi, fra i quali Overkill, che vince nel 1981 il Festival Internazionale di Oberhausen. Lavora inoltre con Maurizio Nichetti (Rataplan e Ho fatto splash), con Augusto Tretti (Alcool e Mediatori e Carrozze), con Markus Imhoof (Via scarlatti, 20 e Der Berg), con Mario Brenta (Maicol e Robinson in laguna), con Ermanno Olmi (Quando è arrivata la televisione, Camminacammina, La collina, Milano 83, Lunga vita alla Signora, Artigiani Veneti, Così è andata - Gente di montagna, Ragazzi a rischio, La terra, Qualcosa su Don Orione). Si forma alla scuola "IPOTESI CINEMA", laboratorio di cinema e televisione nato da un'idea di Ermanno Olmi e Paolo Valmarana, con sede a Bassano Del Grappa, in cui realizza nel 1984 il cortometraggio Augusto Tretti, un ritratto e nel 1987 il mediometraggio In coda alla coda. Nel 1991 vince il David di Donatello con il film Dove comincia la notte come miglior regista esordiente. Nel 1992 vince il prestigioso Premio Solinas per la sceneggiatura di L'articolo 2. Il film, ispirato all'articolo 2 della Costituzione, ottiene numerosi premi e un grande interesse per la sua originale trama sociale. Nel 1997 ottiene cinque nominations e un David di Donatello al miglior attore non protagonista con Il Carniere; Altre nominations e un altro David lo ottiene con il suo lavoro di maggior successo, Un uomo perbene, (1999), un film sulla vicenda giudiziaria del presentatore televisivo Enzo Tortora. Successivamente si dà alla produzione televisiva, firmando prodotti di prestigio quali Cuore, I Ragazzi della via Pal e Il Bell'Antonio.